Histoires d’eau

  • 2025

 

La traccia audio

 

Histoires d’eau, 2025

Installazione sonora su autobotte itinierante.
Progetto per “Il racconto dell’acqua”, vincitore del bando “Artes et Iubilaeum – 2025”
Roma, 24 settembre 2025
A cura di Adriana Polveroni

Il titolo del lavoro si ispira al cortometraggio del 1958, diretto da Francois Truffaut e Jean-Luc Godard, rievocando storie di vite private e pubbliche, intime e collettive in una periferica e immaginaria Nouvelle Vague romana tra Quadraro e Mandrione. Il catalizzatore aggregante dell’installazione sonora è l’acqua, un innesco tematico per un dispositivo relazionale che intercetta le narrazioni dei residenti del luogo (dagli artisti nei loro studi ai commercianti, alle donne, ai giovani e agli anziani del quartiere); un modo contemporaneo per declinare l’Acquedotto e il suo passato in un contesto itinerante e simbolico che racchiuda tanti audio vocali dentro la cisterna metallica di un’autobotte. Un contenuto umano fluido e mutevole dentro un’ampia cassa di risonanza seppur circoscritta. Testimonianze dei luoghi e memorie, diari del quotidiano, sofferenze e visioni romantiche, evasioni dell’anima: Histoires d’eau è un’installazione sonora poco arginabile, che si estende incontrollata nello spazio, fatta di voci espanse dal riverbero della cisterna vuota che emergono direttamente dal foro in alto dell’autobotte, la quale si sposta seguendo in parallelo l’architettura maestosa dell’acquedotto Felice: da via del Mandrione a via Casilina vecchia fino a via di Tor Fiscale per tutto il V Municipio. Due tragitti paralleli sul fianco del passato e nel solco del presente, nel groviglio capitolino delle stratificazioni ibride, nel fluire liquido di storia e stili. Sul finire della traccia sonora, ogni voce è sovrapposta ad altrettante tracce, manomettendo una percezione logica e razionale delle parole nel caos indiscriminato del passato, dei desideri attuali e dei sogni futuri che, essendo privati, vale la pena non svelarli del tutto. Contaminazioni spaziali e temporali di mutua dipendenza e ricambiata sopravvivenza con l’Acquedotto, un legame viscerale che salda le vite e le cose, l’uomo, la storia e l’acqua in un sodalizio assoluto e inevitabile.

Grazie di cuore a tutte le persone che mi hanno donato voce, memoria ed emozione: Alice, Anna, Antonio, Chiara, Clorinda, Eleonora, Emanuele, Fabio, Francesco, Francesco Paolo, Fulvio, Germano, Giancarlo, Giulia, Guglielmo, Ilaria, Luca, Luigi, Lorenzo, Maddalena, Marco, Marco Primo, Maria Gabriella, Maurizio, Mauro, Monica, Nadia, Nausicaa, Paolo, Sabino, Simona, Vanessa.

Un grazie speciale a Paolo Assenza e Maurizio Pierfranceschi, i miei ciceroni del Quadraro.
Video Monkeys, documentazione fotografica Luis Do Rosario, supporto tecnico Riccardo Tartaglini, autobotte
ditta Teti Acque

 

Histoires d’eau, 2025

Sound installation on a traveling water tanker.
Project for “Il racconto dell’acqua”, winner of the “Artes et Iubilaeum – 2025”.
Rome, 24 September 2025.
Curated by Adriana Polveroni.

The title of the work is inspired by the 1958 short film directed by François Truffaut and Jean-Luc Godard, evoking stories of private and public lives, intimate and collective, within a peripheral and imaginary Roman Nouvelle Vague set between Quadraro and Mandrione. The aggregating catalyst of the sound installation is water—a thematic trigger for a relational device that captures the narratives of local residents (from artists in their studios to shopkeepers, women, young people, and the elderly of the neighborhood). It is a contemporary way of reinterpreting the Aqueduct and its past within an itinerant and symbolic context that encloses many vocal audio recordings inside the metal tank of a water truck. A fluid and mutable human content within a large, though contained, resonating chamber. Testimonies of places and memories, diaries of everyday life, suffering and romantic visions, escapes of the soul: Histoires d’eau is a sound installation that is difficult to contain, expanding uncontrollably into space. It is composed of voices amplified by the reverberation of the empty tank, emerging directly from the opening at the top of the water truck, which moves in parallel with the majestic architecture of the Felice Aqueduct—from Via del Mandrione to Via Casilina Vecchia and on to Via di Tor Fiscale, throughout the entire Fifth Municipality. Two parallel routes run alongside the past and within the groove of the present, through the Capitoline tangle of hybrid stratifications, in the liquid flow of history and styles. Toward the end of the sound track, each voice overlaps with many others, disrupting a logical and rational perception of words within the indiscriminate chaos of the past, present desires, and future dreams which, being private, are worth not revealing entirely. Spatial and temporal contaminations of mutual dependence and reciprocal survival with the Aqueduct form a visceral bond that welds lives and things—human beings, history, and water—into an absolute and inevitable alliance.

Heartfelt thanks to all the people who gifted me their voices, memories, and emotions: Alice, Anna, Antonio, Chiara, Clorinda, Eleonora, Emanuele, Fabio, Francesco, Francesco Paolo, Fulvio, Germano, Giancarlo, Giulia, Guglielmo, Ilaria, Luca, Luigi, Lorenzo, Maddalena, Marco, Marco Primo, Maria Gabriella, Maurizio, Mauro, Monica, Nadia, Nausicaa, Paolo, Sabino, Simona, Vanessa.

Special thanks to Paolo Assenza and Maurizio Pierfranceschi, my guides in Quadraro.
Video Monkeys; photographic documentation by Luis Do Rosario; technical support by Riccardo Tartaglini; water truck provided by Teti Acque.