Riso Amaro

Iginio De Luca | Riso Amaro – Dieci anni di blitz – a cura di Claudio Libero Pisano
Albumarte | Roma | 14 giugno – 21 luglio 2017

Chi conosce Iginio De Luca è abituato alla discontinuità, a una poetica sempre volutamente in movimento. La sua produzione riannoda le memorie familiari e le riattraversa senza alcun timore di condividerne anche gli aspetti più intimi ed emotivi. Poi d’un balzo lo ritroviamo a farsi gioco della storia dell’arte e degli artisti in un crescendo d’ilarità e sberleffo.

Tra la poetica intima e quella ilare si collocano i Blitz, un corpo di azioni che attraversa la storia artistica e la vita di Iginio De Luca da oltre dieci anni. Gli argomenti, sempre legati all’attualità politica, sociale o culturale, sono ciò che negli anni ha segnato le incursioni. Non si tratta di semplici gesti goliardici o colpi di teatro superficiali. Nell’urlo e nel grottesco delle sue trovate c’è sempre un invito a riflettere. Anche oltre la risata e il divertimento oggettivo che le sue azioni sollecitano. La leggerezza nel preparare e nell’eseguire i Blitz si accompagna sempre a un contenuto pensato e ragionato con cura. Non è facile trovare dei riferimenti lineari ai Blitz, che hanno un debito con la teatralità del gesto futurista senza mai restare azioni isolate e provocatorie, e rimandano al nonsense dada e alle azioni anarchiche e movimentiste degli anni Sessanta e Settanta. Insomma c’è l’intero Novecento, ma ogni paragone risulta forzato perché Iginio anche nei suoi gesti più politici e nella ricerca sociale più studiata resta consapevolmente un artista. E questo è un dato decisivo nel comprendere questo suo lavoro.

Come in gran parte della tradizione storica il performer, sempre alla ricerca di un legame con l’altro, resta comunque solo; e nel caso dei Blitz ciò che traspare, avendo la possibilità di riattraversarli tutti, è l’estrema solitudine che accompagna l’artista. Anche nelle azioni più leggere e divertenti è evidente un sottotitolo che impone di non fermarsi al gesto che suscita empatia. Vengono presi di mira politici e operatori culturali, ma le domande che i Blitz pongono non sono rivolte a loro. De Luca volge lo sguardo a noi tutti. A noi chiede di sostenerlo, di non diventare le pecore che fuori dal Parlamento indossano i loghi fasulli delle grandi marche.

Riso amaro non ha un andamento cronologico e ciascuno può costruire un suo personale percorso attraverso video, audio, foto e installazioni che formano un unico site specific. Oltre la sequenza dei Blitz, la mostra offre un’occasione per rivedere questi dieci anni attraverso delle opere: dalle incursioni più note a quelle meno conosciute, si può rileggere un pezzo della storia del nostro Paese e constatare che molto di quanto detto e urlato nelle performance dall’artista è ancora tutto lì, che quasi niente è cambiato. Nelle due parole che compongono il titolo della mostra si condensa la poetica che sostiene i Blitz di Iginio De Luca. La risata non sempre è liberatoria, a volte è amara ma necessaria. E non manca la storia del Cinema, che Iginio ha guardato con attenzione e che spesso è entrata nei suoi lavori.

C’è infine un omaggio importante a Libero De Libero, alla sua generazione che ha fatto Cultura con consapevolezza e determinazione partigiana. Un omaggio alla libertà che fa recitare a voce alta un verso, sapendo di essere ascoltati, alla Cultura come azione e idea di cambiamento condiviso.

Incredibilmente è nelle parole di De Libero la chiave per interpretare al meglio i Blitz di oggi di Iginio De Luca.

Claudio Libero Pisano